Il welfare municipale per Potenza nel cuore.

Le competenze sul welfare si distribuiscono su vari livelli dell’organizzazione dello Stato, ad esempio l’accoglienza dei richiedenti asilo è in capo al Ministero dell’Interno;  la sanità è in capo alle regioni. Altri settori quali l’assistenza familiare, ai non autosufficienti e agli anziani, le attività ricreative, il diritto alla casa, sono lasciati all’iniziativa dei Comuni.

Con il welfare municipale ci si riferisce proprio a questo tipo di interventi specifici sul territorio, finalizzati non solo all’assistenza, ma anche alla creazione di valore sociale, in termini di maggiore inclusione e maggiore partecipazione dei cittadini alla vita della comunità.

Sul tema si è svolto Il 13 maggio presso il Cestrim, alle 18:45 , un incontro con i candidati sindaci.

Il dott. Ferraro ha evidenziato come In una situazione di crisi e di scarsità di risorse, è fondamentale la portata applicativa dell’art. 118 comma 4 della Costituzione. “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. Il Comune cioè, più che intervenire direttamente con propri servizi, deve favorire l’iniziativa  di enti giuridici privati, quali associazioni e imprese sociali, e intercettare fonti di finanziamento privato: il Comune deve fare rete fra queste realtà, deve mettere a disposizione spazi, pubblicizzare le iniziative, fornire supporto giuridico, anche in considerazione della riforma del III settore (d. lgs. 117/2017), favorire il contatto degli utenti, sponsorizzare attribuendo risorse finanziarie a chi è in grado di metterle meglio a frutto, essendo dotato già di una organizzazione, di un know how e della capacità di realizzare rendimenti di scala.

La priorità degli interventi deve essere definita da una analisi del fabbisogno di servizi sociali. E’ per questo fondamentale non solo partire dagli indici socio-economici, che ci dicono quante persone sono potenzialmente escluse dalla vita sociale, ma anche comunicare con l’utenza, sperimentare progetti di intervento per ogni settore, sempre come detto con la collaborazione del III settore: in tal modo potremo avviare entro quest’anno un nuovo progetto per l’assistenza familiare ed uno per le attività culturali e ricreative per anziani e analizzare la domanda degli utenti, di modo da sapere dove andare a incrementare le risorse negli anni successivi.

Sul tema della droga, il nostro candidato Sindaco ha richiamato poi con brevi cenni la tesi, sia dal punto di vista medico che sociologico, a favore della legalizzazione.

In merito al tema delle pari opportunità, il nostro candidato Sindaco ha evidenziato quanto sia importante non solo la scuola, ma soprattutto la famiglia, come ambiente principale in cui si formano gli stereotipi di genere. Ha poi criticato il concetto di quote rose, paragonandolo più che altro a quello di riserva indiana: tali quote sicuramente sono un intervento positivo a favore dell’uguaglianza di genere, tuttavia quello che occorre è favorire interventi sostanziali a favore della famiglia, per mettere effettivamente le donne in condizione di svolgere attività politica, senza il problema costante e che grava interamente su di loro, di dover accudire i figli e svolgere lavori domestici.