Smart city ? Grazie ma preferirei prima le fogne in campagna.

Che parlare di smart city fosse di moda, nella comunicazione elettorale locale, è risaputo. Anche Potenza non è da meno e fioccano così sul tema interventi entusiastici dei candidati alle prossime elezioni comunali.

E’ chiaro che una moderna progettazione dei servizi pubblici deve tener conto della partecipazione digitale dei cittadini, il più possibile automatizzata, per raccoglierne informazioni e bisogni. Già in questo altro contributo avevamo segnalato l’importanza di una amministrazione che ascolti l’utenza in modo intelligente per definire i propri servizi.

Ma l’installazione di tecnologie dell’informazione e della comunicazione nel vasto territorio di Potenza, ipotesi implicita e talvolta espressa di alcuni interventi forse un po’ troppo propagandistici che si sentono in questi giorni, parrebbe davvero una ipotesi abnorme.

Non tanto perché non sia possibile, in un orizzonte di lungo termine, ipotizzare per Potenza uno scenario evolutivo di questo tipo.

Il punto è che, forse, sarebbe il caso di concentrarsi prima su altre tematiche, più critiche, più vicine ai problemi dell’utenza: anzitutto fornitura dei servizi essenziali lì dove mancano, in periferia e nelle campagne; riorganizzazione dei servizi pubblici con nuovi contratti e gare; piccoli ma significativi aggiustamenti alla viabilità a costo sostenibile; sostegno del mercato locale; welfare municipale avvalendosi delle economie di scala del III settore; attirare imprese per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Farsi belli e fingersi moderni, in campagna elettorale, forse non costa nulla. Ma a noi, davanti a questa propaganda ipertecnofila, un po’ caricaturale, viene in mente la frase, tradizionalmente attribuita a Maria Antonietta: “se non hanno più pane, che mangino brioche”.