Abbandonare Potenza.

Sul tema dello spopolamento della città, pubblichiamo il commento di Alessandro Faggella, un giovane potentino che da anni vive a Roma.

Non è mai facile allontanarsi dalla propria casa.

Certamente per persone che hanno grandi aspirazioni o forte volontà di emergere, abbandonare le mura domestiche e i ritmi compassati della piccola città può essere più semplice, ma in fondo al loro cuore anche questi sentiranno sempre essersi creato un vuoto , un vuoto impossibile da colmare del tutto.

Rocco Scotellaro ne scriveva oltre 60 anni fa e molto poco pare essere cambiato da allora. Potenza e la Basilicata paiono in qualche maniera essersi fermate nel tempo e faticano oggi come allora a tenere il passo di una società frenetica e rapidissima come quella moderna. Le cause di questa apparente cristallizzazione sono certo antichissime e richiamano a ben noti ostacoli, strutturali geografici sociali e non solo, che così come Potenza tutto il Mezzogiorno di Italia fatica a superare da sempre.

E’ con la medesima fatica che molti Potentini, me compreso, si vedono costretti a lasciare il capoluogo Lucano per trovare altrove una più sicura possibilità di impiego, magari in una grande città del nord o del centro Italia se non all’estero.

Nonostante personalmente non abbia mai vissuto la “schiavitù” contadina che Scotellaro ricorda comunque con grande nostalgia, similmente mi ritrovo spesso a ragionare su come la mia vita sarebbe potuta essere se non avessi deciso di recarmi altrove per lavoro. Perché, anche se non priva di difetti, Potenza è una città che si apprezza con grande facilità e ancor più se ha accolto la tua infanzia, se ha abbracciato le tue prime esperienze, la tua formazione, se ha osservato silenziosa i tuoi primi amori e ascoltato le risate dei tuoi amici “storici”.

La apprezzi come chiunque apprezzerebbe la propria città natale e ancor più la rimpiangi quando nel tornare a rivederla durante le fugaci visite strappate quando possibile al frenetico “vivere di città” ne godi la festa e il calore degli amici oramai distanti.

Più di tutto ti rendi conto di come sia duro aver lasciato quel porto tranquillo, quella silenziosa città ancora travestita da paese per una necessità di sussistenza che ti costringe in un luogo che, per quanto affascinante e godibile possa essere, non sarà mai davvero tuo, non come Potenza per lo meno.

E ti fermi a ragionare speso su come sarebbe bello poter avere in una città come Potenza la possibilità di lavorare a pochi passi dalla casa in cui sei cresciuto senza essere costretto a centinaia di chilometri dalla stessa, distante dai parenti che ti hanno visto crescere, dai genitori che sempre vorrebbero averti accanto e che ora ti possono rincontrare sempre meno frequentemente. Vorresti avere la possibilità di stare loro vicino, di essere davvero un bastone per la loro vecchiaia, anche solo di poter alleviare la tristezza che provano per il fatto che non siano i vicoli del centro di Potenza dove sei nato a vederti realizzato e felice, ma saranno, piuttosto le rumorose vie caotiche di qualche città a loro estranea.

Proprio l’altro giorno percorrendo una delle numerose vie caotiche di Roma per recarmi a lavoro ho incrociato un vecchio amico di Potenza che non vedevo da oltre 10 anni. Ci siamo soffermati poco a parlare domandandoci delle nostre vite e ripromettendoci di incontrarci prima possibile per una serata tranquilla come quelle di una volta. Nel salutarci però abbiamo constatato come alcuni dei nostri vecchi amici siano recentemente tornati a stabilirsi a Potenza cercando, non con pochi sacrifici, di trovare impiego o in alcuni casi di crearselo pur di non dover rinunciare alla loro vita potentina. Ignoro se mai questa possa essere una valida soluzione e se la loro iniziativa possa rivelarsi fruttuosa, ma certamente in cuor mio mi auguro di poter un domani tornare a Potenza con la possibilità di creare una famiglia lì, dove io sono nato e nell’unico posto che davvero sento essere casa.

C’è poco da aggiungere a queste parole. Ringraziamo Alessandro per la condivisione, con la promessa di impegnarci in Comune per una regolamentazione che renda il territorio finalmente allettante per le imprese e che favorisca lo sviluppo di nuove attività autonome.