La valorizzazione dell’Amministrazione comunale.

Nel corso delle campagne elettorali, si assiste spesso ad un atteggiamento distruttivo dei partiti nei confronti dell’apparato amministrativo: in particolare la furia dei candidati si scaglia contro impiegati e dirigenti comunali. Il gioco al massacro è del resto vantaggioso e piuttosto facile.

I cittadini sono infatti spesso scontenti dei servizi pubblici e, in qualità di utenti, sperimentano ogni giorno sulla propria pelle il disagio di avere a che fare con la pubblica amministrazione, locale o statale che sia.

Per quanto questa insoddisfazione sia spesso ben motivata, il dito viene puntato quasi sempre sui dipendenti pubblici, trascurando alcuni problemi di sistema: la sottodeterminazione dell’organico di alcuni uffici, la mancanza di risorse strumentali e finanziarie da parte delle amministrazioni, il perdurare di procedure derivanti da regolamenti obsoleti.

Chi lavora dall’altra parte dello sportello è una minoranza, da un punto di vista elettorale. Ed è fra l’altro una minoranza talvolta invisa, nella fase storica di odio sociale nella quale ci troviamo in Italia, grazie ai tanti “intellettuali” che hanno seminato malcontento negli ultimi anni, alle caste che si sono approfittate delle proprie posizioni di vantaggio nello scenario economico-sociale italiano e ai politici che hanno rubato e gestito male la cosa pubblica.

Quindi gli operatori dell’amministrazione locale sono una piccola parte della comunità e sono anche facili da colpire. Quante volte sentiamo con una certa facilità parole come “fannulloni” o “furbetti del cartellino”?

A nostro avviso è assai facile distrarre l’attenzione degli elettori, spingendoli a concentrare la propria frustrazione su un nemico comune. Facile e da bugiardi irresponsabili.

A noi piace invece essere onesti e responsabili e farci scegliere dagli elettori, con cognizione di causa, anche per questo motivo.

Chi lavora in amministrazione è anzitutto un lavoratore, e ancor prima una persona umana. Perché allora generalizzare? Perché dire che tutti i lavoratori pubblici sono cattivi? Come in ogni settore della vita sociale, ci saranno burocrati buoni e burocrati cattivi, come ci sono buoni e cattivi imprenditori, operai, politici, professionisti, e via discorrendo.

Noi abbiamo fortemente intenzione di dare valore ai nostri dipendenti pubblici.

Potenza è una città capoluogo di regione e merita una classe di lavoratori pubblici che sia aggiornata e accompagnata nelle innovazioni organizzative d’avanguardia che vogliamo portare in Comune.

I nostri dipendenti pubblici sono una risorsa che è già disponibile e che deve essere anzitutto ascoltata, per intercettare le principali criticità del servizio all’utenza che essi per primi conoscono meglio di chiunque altro. Lo stato dell’arte della nostra macchina organizzativa lo tracceremo assieme all’utenza e assieme agli addetti ai lavori e da lì capiremo i passi da compiere per raggiungere il nostro modello ideale di amministrazione comunale.

Una amministrazione semplice che passi completamente al digitale, ponendo tutti gli utenti nella condizione di accedere ad ogni servizio da casa. Una amministrazione che ascolta i cittadini in modo intelligente, verso una smart city che analizza i bisogni dell’utenza anche automaticamente, consentendole di partecipare alla definizione e valutazione dei servizi stessi.

Per tutto questo non occorre denigrare i nostri dipendenti pubblici, ma farli divenire i protagonisti, dall’interno, del cambiamento.